Progetto 2019-2020 - Fiabedargento

LE FIABE D'ARGENTO
Santa  Lucia di Piave  Tv
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Sociale
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Progetto 2019-2020

OGGETTO: Spettacolo teatrale “Le mille e una notte”

L’Associazione di Promozione Sociale “Le Fiabe d’Argento”, di S. Lucia di Piave, propone all’attenzione della S. V. lo spettacolo teatrale “Le mille e una notte”, ispirato all’omonima raccolta di novelle orientali.

“LE FIABE D’ARGENTO”
Le “Fiabe d’Argento” sono un’Associazione di Promozione Sociale nata con lo scopo di realizzare spettacoli teatrali indirizzati alle Scuole, alle Residenze per anziani, ai luoghi di cura, alle Residenze per disabili, alle Comunità di reinserimento, alle Associazioni socio-culturali, agli Enti o alle Istituzioni, che operano nel territorio per diffondere la cultura e i valori etici su cui si fonda la convivenza civile. Le Fiabe d’Argento sono attive da undici anni durante i quali hanno messo insieme un repertorio che racconta fiabe come “Il Pifferaio di Hamelin”, “I musicanti di Brema”, “Hänsel e Gretel”, “Il Tenace soldatino di stagno” e “Le avventure di Pinocchio”. Successivamente il repertorio si è arricchito con racconti d’avventura come “Il Libro della Giungla” di Kipling e miti, come “Le Avventure di Ulisse”,  approdando infine alla messa in scena del romanzo con  “Renzo e Lucia”, tratto dai Promessi Sposi e “Don Chisciotte della Mancia”, ispirato all’opera di Cervantes. Nel 2018, in occasione delle celebrazioni per il centenario della fine della Grande Guerra, la compagnia, in collaborazione col Gruppo Alpini e l’Istituto Comprensivo di S. Lucia di Piave, ha realizzato lo spettacolo “Il Milite non più ignoto”,  con l’intento di restituire un’identità e una storia ai nomi dei caduti della nostra comunità.
Il progetto “Fiabe d’Argento”, in quanto esperienza che insegna a conoscersi, a prendersi cura di sé, a vivere meglio il rapporto con se stessi e con gli altri,
non si esaurisce  nella realizzazione degli spettacoli teatrali, ma si propone di raggiungere obiettivi più ampi.
Il primo è quello di utilizzare il teatro per
- promuovere la solidarietà tra le generazioni e favorirne la comunicazione.
Le nostre pièces, pur mantenendosi fedeli nello stile alla cifra identificativa dell’opera prescelta,  adottano  un linguaggio di facile comprensione.  Altre volte, affidandosi alla musica, alle luci,  all’uso simbolico delle metafore, trovano  soluzioni che generano emozioni condivise tra gli spettatori di qualunque età. Ed è proprio attraverso la condivisione delle emozioni che il teatro getta ponti tra le generazioni, creando una situazione che favorisce il dialogo e l’integrazione.
- Il secondo obiettivo è quello di trasmettere i valori etici e culturali su cui si fonda la nostra comunità e di aprirla  contemporaneamente all’accoglienza del diverso. La riscoperta del teatro come veicolo per trasmettere storie, ci ha consentito di riappropriaci della narrazione,  strumento fondamentale per dare continuità al codice etico e al patrimonio culturale della nostra  società, pur nell’ottica di un’evoluzione e di un arricchimento che viene dal confronto col diverso. Poiché l’integrazione intergenerazionale insegna a  costruire un rapporto produttivo con la storia e a confrontarci con culture lontane nello spazio e nel tempo, il progetto ci offre l’occasione di aprire la comunità all’accoglienza.
- Il terzo obiettivo è quello di favorire l’invecchiamento attivo delle persone direttamente coinvolte nel progetto.  
Il teatro infatti promuove le attività psichiche, motorie e relazionali che contribuiscono a contrastare i normali processi di invecchiamento. Con la scoperta di ruoli, capacità e attitudini inesplorate, i componenti delle “Fiabe d’Argento”, persone di età che va dai sessanta a oltre gli ottant’anni, mantengono vive le capacità intellettive, valorizzano le proprie competenze, imparano nuove abilità, accrescendo l’autostima e migliorando la qualità delle relazioni interpersonali.

In particolare gli spettacoli delle  Fiabe d’Argento mirano a:

• Utilizzare il potenziale simbolico del teatro per trasmettere valori e strutture comportamentali.
• Insegnare attraverso il teatro a riconoscere le proprie emozioni.
• Creare occasioni di riflessione e di approfondimento.
• Suscitare curiosità per la storia, per la letteratura, per la musica, per il teatro.
• Rafforzare la capacità di confrontarsi con la diversità e di considerarla una risorsa.
• Educare all’ascolto.
• Avviare al gusto per la lettura e la narrazione.
• Sviluppare e potenziare la dimensione fantastica.
• Arricchire il linguaggio e le altre modalità comunicative.
• Stimolare la memoria.

“Le Mille e una notte”
Le Fiabe d’Argento, coerenti col loro intento di trasmettere suggestioni e valori attinti al proprio patrimonio culturale e di aprirsi contemporaneamente all’esplorazione di altre culture, propongono quest’anno all’attenzione del loro pubblico uno spettacolo ispirato alle “Mille e una notte”. Si tratta di una celebre raccolta di novelle orientali, inizialmente tramandate oralmente e trascritte, a partire dal X secolo, da differenti autori. Il suo primo traduttore in una lingua occidentale fu il francese Antoine Galland, che ne permise la diffusione nell’Europa del XVIII secolo.
L'ambientazione delle novelle è alquanto varia: il racconto-contenitore ha una origine indo-iranica ed appartiene al nucleo più antico; in alcune novelle intervengono jinn e spiriti, che denotano un'antica derivazione persiana. Il ciclo dei racconti di Baghdad  appartiene alla tradizione arabo-musulmana, mentre le novelle ambientate in Egitto sono più avventurose e di origine più recente. Altre novelle sono ambientate in Cina e negli Urali. In tempi successivi vennero aggiunti racconti oggi famosissimi, ma estranei al nucleo originale, quali “Le avventure di Sindbad il marinaio”, “ Aladino e la lampada magica” e “Alì babà e i quaranta ladroni”, tutti di origine siriana.
Le storie, indipendenti tra loro per genesi e ambientazione, sono inserite in una cornice, che conferisce all’opera unità e coerenza, secondo una modalità comune a molte opere narrative sanscrite, che nel 1300 Boccaccio trasferì in Europa col suo “Decameron”.  
Nella cornice si narra del re Shāhriyār, saggio e generoso sultano della Persia e dell'India, che ha una moglie di cui è perdutamente innamorato, finché non scopre che la donna lo tradisce con uno schiavo. Shāhrīyār, è furioso e, poiché la stessa sorte è accaduta anche a suo fratello, ritenendo tutte le donne al mondo inaffidabili e perverse, decide di sposare ogni giorno una ragazza diversa, per poi farla uccidere, dopo la prima notte di nozze.
Sarà Shahrazād, la bella figlia del Gran Visir, a rovesciare la terribile situazione, incantando il sultano con la narrazione delle sue storie, che allo spuntare del giorno sapientemente interrompe, obbligandolo a chiederle di continuare il racconto la notte successiva. Alla fine dell’ennesima novella, il sultano imparerà la morale e realizzerà di aver commesso dei crimini terribili solo per sete di vendetta. Così deciderà di vivere per sempre accanto a  Shahrazād assicurando al suo regno pace e prosperità.
L’interminabile racconto procede col sistema della "narrazione nella narrazione",  come nelle scatole cinesi. Le storie si susseguono e incalzano il lettore, trascinandolo in un labirinto di intrecci, che lo introducono vorticosamente nel magico mondo orientale, dove Shahrazàd rappresenta la forza dell'intelligenza unita al potere della seduzione.
Le storie che abbiamo scelto per la nostra pièce teatrale, ribadiscono, anche nelle situazioni più ingarbugliate, il valore del pensiero nella gestione delle  proprie emozioni e dei rapporti umani, fino a ripristinare una giustizia sociale a favore soprattutto dei soggetti più deboli. Un monito da non perdere di vista, oggi più che mai.

Santa Lucia di Piave 05 -01-2019 Il Presidente dell’Associazione
Marilena Zanetti

                                                                                                              

 
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